Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma così diceva nel lontano Settecento Antoine-Laurent de Lavoisier.

Oggi le sue parole sono diventate il manifesto del fashion per eccellenza: la moda del riciclo, e di conseguenza di un atteggiamento etico, è diventata la regola aurea per chi si occupa di moda. Non è il «Derelicte» proposto da Mugatu del film Zoolander, ma una strategia ben precisa di mercato.

Ormai tutte le aziende di moda utilizzano materiali di recupero per le loro collezioni: Salvatore Ferragamo con l’Orange Fiber Collection usa tessuti ottenuti con quel che resta della spremitura delle arance; Adidas per le Ultra Boots usa la Parley Ocean Plastic ottenuta da rifiuti marini…

Le più famose catene di marchi low cost raccolgono gli abiti usati da rivendere come second hand, da trasformare in panni per le pulizie o in fibre da utilizzare come materiale isolante, o per produrre nuovi capi. Uno fra tanti – H&M – produce jeans con cotone riciclato, oppure fa dell’utilizzo del BIONIC, materiale che sembra seta ma è prodotto dai rifiuti marini, una bandiera della sua linea Conscious Exclusive.

Sono sempre più numerosi i siti di noleggio e scambio di abiti come “Drexcode.com” “Rent Fashion Bag” “Rent the Runway”.

Su tutti i giornali vengono acclamate le celebrità, una fra tutte la principessa Catherine “Kate” Middleton, che riutilizzano più volte lo stesso abito (quasi che non fosse una cosa normale, almeno per noi comuni mortali!).

Queste sono solo strategie di mercato:

  • riportiamo i nostri abiti usati (se è vero che li abbiamo usati), ce li pagano e noi ci sentiamo risparmiatrici bravissime, ma intanto siamo entrate nel negozio e sicuramente compriamo qualcosa di nuovo che ci serve.
  • possiamo noleggiare un abito, una borsa, un paio di scarpe firmate che non potremmo mai permetterci, ma spendendo la stessa cifra ci potremmo comprare qualcosa di altrettanto bello, solo nostro e da utilizzare per anni.
  • quando riutilizza lo stesso vestito ci sembra molto più vicina a noi, e favorendo l’identificazione aumenta il suo potenziale di gradimento in maniera vertiginosa.

Ma noi possiamo essere alla moda e anche eco solidali semplicemente facendo acquisti intelligenti, organizzando il nostro armadio e riciclando quello che già possediamo, perché un bell’abito, così come un paio di scarpe o una borsa, possono e devono durare una vita.

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