Primo: qualcosa della taglia giusta, ovvio direte, ma facciamo qualche prova: prendete tutti i pantaloni e le gonne che avete nell’armadio. Provateli: quanti si allacciano senza dover trattenere il respiro? Con quanti riuscite a sedervi comodamente? A quanti serve una cintura per tenerli su? Quanti sono troppo lunghi o troppo corti? Eliminateli: quelli che restano sono della taglia giusta. Adesso prendete tutte le giacche, le camicie e gli abiti. Provateli: quanti si allacciano possibilmente senza fare difetti? Con quanti riuscite ad alzare le braccia sopra la testa? Con quanti riuscite ad abbracciare un amico senza paura di uno strappo? Anche in questo caso solo quelli che restano sono della taglia giusta.

 

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Secondo: qualcosa che non abbia difetti, non sia sbiadito, rovinato o macchiato; evidente – direte – ma aprite di nuovo l’armadio e prendete tutte le magliette, guardatele bene ed eliminate tutte quelle sformate e sbiadite dai troppi lavaggi. Adesso prendete tutte le maglie e i maglioni e buttate quelli un po’ infeltriti,  con i “pelucchi” o ristretti nell’asciugatrice. È il turno di camicie e giacche: gettate quelle a cui mancano i bottoni, sono sciupate sul collo e sui polsini e quelle così consumate da far vedere la trama. Ultima fatica: prendete i pantaloni e le gonne e scartate quelli un po’ sformati per il troppo uso, quelli scuciti o macchiati.

Terzo: qualcosa che ci faccia sentire noi stessi al nostro meglio! Aprite di nuovo l’armadio e provate quel poco che è rimasto dopo le selezioni precedenti. Quali sono i capi con cui vi sentite veramente a vostro agio? In cui vi sentite belli, sicuri, affascinanti? Questi sono sicuramente i capi base per costruire il nostro armadio perfetto.

Quarto: una Personal Shopper che ci risolva i punti primo, secondo, e terzo.

Close-up of dress top
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Red flowy dress
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